Chiavegatti (Destra Sociale): «No ai tagli alla sanità pubblica»

NO AI TAGLI ALLA SANITA' PUBBLICA

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TriestePrima

Sono ben 208 le prestazioni sanitarie che un recente decreto del governo ha bollato come "inappropriate", facendole passare come fonti di spreco per la spesa pubblica.

Nel mirino indiscriminato dei tagli, soprattutto test allergici e genetici, risonanze magnetiche e tac. Ovvero, esami che molte volte hanno permesso di evitare gravissimi errori clinici e di salvare numerose vite, offrendo una diagnosi precoce capace di indirizzare le cure successive in una giusta direzione. Oggi divenute prestazioni di cui il Servizio Sanitario Nazionale si farà carico solo in presenza di casi effettivamente critici altrimenti, il paziente, dovrà mettersi in coda in un'attesa lunga anni, oppure pagare di tasca propria.

Certamente questo provvedimento non tocca chi può bypassare tutto, per motivo economico, e concedersi cure in strutture private. E' invece un vero e proprio colpo di grazia per tutti quegli italiani che, piegati dalla crisi economica, già oggi si vedono costretti a risparmiare drasticamente sulle spese mediche, trascurando la salute propria o dei propri cari in maniera talvolta irreversibile! Per non parlare poi di chi si indebita per potersi curare, di chi addirittura rinuncia a curarsi e di chi ha un congiunto anziano e/o invalido di cui non può occuparsi, in tal modo condannandolo dolorosamente a spegnersi fra indigenza e abbandono. Luca Chiavegatti-2

In tutto ciò nessun politico che, per ridurre gli sprechi, abbia pensato a ridimensionare gli stipendi stellari dei Direttori Generali e dei Direttori Sanitari di Asl e aziende ospedaliere, nessuno che abbia pensato di "abrogare" la norma che prevede il "premio % sul risparmio" per quei Direttori Generali e dei Direttori Sanitari di Asl e aziende ospedaliere; nessuno che abbia agito concretamente contro la corruzzione, le truffe, gli scandali, la mala sanità. Nessuno, in una parola, che abbia tutelato il diritto alla salute per tutti i cittadini.

Questo decreto legge del governo Renzi è una crudeltà che preclude ai pazienti l'accesso a cure fondamentali, non certamente "inappropriate" o "inutili" ed è per questo che esso va abrogato.

Proprio questa mattina ho fatto un giro a Cattinara, al Maggiore e al Burlo per parlare con la gente che si recava per pagare visite di cui necessitava, e purtroppo con il cuore in gola sono dovuto andare via rattristato e demoralizzato, perchè in certi casi di persone anziane di persone abbienti, dovevano rinunciare prettamente per motivo economico, ad affrontare una visita specialistica "con la speranza negli occhi e nel cuore" che fra un paio di mesi ci possa essere il posto disponibile e soprattutto che la malattia non abbia fatto il suo decorso.

PAGHIAMO PER VIVERE e VIVIAMO PER PAGARE!!!

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