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Domenica, 14 Agosto 2022
La decisione / Altopiano Carsico / Località Fernetti

Sempre meno ucraini a Fernetti, Casa Malala torna ad ospitare migranti

La decisione viene confermata dalla prefettura che afferma l'operatività "tra oggi 16 e domani 17 luglio". Con la mossa si punta a "razionalizzare il sistema dell'accoglienza" così Annunziato Vardé. Il problema in piazza Libertà? "Non è da addebitare alla mancanza di accoglienza"

TRIESTE - I pochi profughi ucraini rimasti a Casa Malala verranno trasferiti in strutture alternative in centro città così da permettere l'utilizzo dell'edificio di Fernetti a favore dei migranti provenienti dalla rotta balcanica. La "razionalizzazione del sistema d'accoglienza" assomiglia ad una funzionale triangolazione per gestire il fenomeno. La decisione è stata presa nei giorni scorsi dalla prefettura, a caccia della migliore soluzione per mettere la parola fine ai bivacchi notturni in piazza Libertà e al Silos e dare risposte ai malumori dell'amministrazione. Una concatenazione di elementi che ha toccato l'apice negativo con le numerose sanzioni elevate nei confronti dei migranti nel piazzale antistante la stazione centrale, e le dure prese di posizione delle opposizioni. 

Operativa già tra oggi e domani

La decisione dovrebbe essere operativa già tra oggi 16 e domani 17 luglio. Raggiunto telefonicamente, il prefetto Annunziato Vardé conferma l'operazione. "Casa Malala al momento risulta sovradimensionata rispetto alle effettive presenze di profughi ucraini (il cui numero è drasticamente in calo rispetto alle settimane precedenti ndr), per questo motivo le famiglie che sono ospitate a Fernetti verranno trasferite in luoghi che meglio si adattano alle loro caratteristiche". Le persone ucraine ormai a Casa Malala sono "tra le 10 e le 20" afferma Vardé e il numero, come testimoniato anche da questo articolo pubblicato di recente, continua a scendere, giorno dopo giorno. 

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Piazza Libertà: "Problema non per mancanza di accoglienza"

"Fermo restando il principio di evitare commistione tra profughi ucraini e profughi provenienti dalla rotta balcanica (a causa delle "esigenze diverse"), stiamo lavorando per individuare una soluzione così da poter utilizzare Casa Malala esclusivamente per i richiedenti asilo e rifugiati" ha detto Vardé.che sottolinea come la soluzione al problema dei migranti che bivaccano in piazza Libertà non è da addebitare alla mancanza di accoglienza. "Le ragioni della permanenza in piazza Libertà dei migranti sono molteplici. Quella piazza è diventata punto di incontro e lì ruotano associazioni che si dicono vicine ai migranti. Il problema dei bivacchi si è creato anche a causa dei trasferimenti e dei numeri alti durante l'estate". 

Associazioni in piazza, trasloco in vista

Ed è proprio sulla presenza delle associazioni come Linea d'Ombra che nella giornata di ieri 15 luglio, in occasione del consueto Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza, il prefetto ha chiesto al sindaco di Trieste di individuare una struttura idonea a poter mettere in campo le stesse cure che, ogni giorno, vengono portate avanti in piazza Libertà. "Stiamo lavorando" ha confermato il primo cittadino di Trieste. Tornando sul Carso e contrariamente ad iniziali indiscrezioni, non ci sarà un incremento del numero di tende da destinare ai migranti presso l'ostello scout di Campo Sacro, a Prosecco. "Saranno utilizzate al massimo quelle che già ci sono, semplicemente attrezzeremo meglio l'area" ha concluso il prefetto Vardé. 

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