Cattinara, Fi/Pdl: «Chiusa l'ortopedia, sanità triestina smantellata pezzo dopo pezzo dal Pd»

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TriestePrima

Con oggi 1 marzo anche la Divisione Ortopedia di Trieste viene di fatto chiusa e così un altro taglio importante colpisce il nostro ospedale dopo quello della 1° Chirurgica.

E già si parla con sempre maggior insistenza della prossima chiusura della Medicina d’Urgenza, anch’essa reparto ospedaliero e anch’essa considerata inutile dal trio Rotelli Seracchiani Telesca; in questo caso non perché sia un doppione, anzi è unica nell’intera regione, ma perché a Udine la Medicina d’Urgenza non è una vera e propria struttura complessa, bensì un’appendice del Pronto Soccorso e che quindi ha funzioni diverse.

Non è un caso se con la precedente amministrazione regionale la Medicina d’Urgenza di Trieste era il riferimento per le urgenze mediche di tutta l’area vasta giuliano isontina, pur avendo i Pronto Soccorso di Gorizia e di Monfalcone funzioni di Medicina d’Urgenza, ma simili a quelle di Udine e quindi  più semplici, vista la minor  complessità e criticità dei malati assistiti.

E quindi se Udine non ha la Medicina d’Urgenza come struttura autonoma neppure Trieste deve averla, ma se a Udine si mantengono doppi sia i reparti chirurgici, sia quelli ortopedici, lì sono utili, mentre a Trieste gli stessi diventano inutili doppioni.  Bertoli

Nel resto della Regione si conta un reparto chirurgico ed uno ortopedico ogni 125.000 abitanti, mentre a Trieste il rapporto si dimezza a nostro sfavore.

Eviti l’Assessore alla Salute Telesca di rispondere che si tratta solo di primariati, di poltrone, di doppioni inutili, che sono appunto inutili solo a Trieste, dove peraltro restano ben mantenuti e conservati 6, dicasi 6, primariati di psichiatria, uno ogni 40.000 abitanti, record assoluto in regione, e forse nel mondo.

Ed eviti anche  l’Assessore alla Salute Telesca di ripetere annunci sul magnifico sviluppo della sanità  territoriale,  che alla prova dei fatti si scoprono fasulli: ad inizio anno tutta la stampa aveva riportato le trionfali dichiarazioni della Telesca circa l’apertura entro l’anno 2016 di 2 Centri di Assistenza Primaria (CAP) in ogni azienda   della regione, sottolineando che le Linee di gestione 2016 impegnavano tutti  i direttori a tale realizzazione entro l’anno; ma se si  leggono le Linee di gestione dell’anno precedente si scopre che anch’esse prevedevano di “avviare almeno 2 CAP per Azienda entro il 2015”, di cui ovviamente non si ha traccia.

E così i cittadini di Trieste vedranno il loro ospedale ridotto ai minimi termini, insufficiente a rispondere ai bisogni dei malati e sul territorio invece che concreta assistenza troveranno gli astratti annunci di essa.

E tutto ciò con la complicità del PD locale e con l’assenza/assenso del Sindaco Cosolini.

Everest Bertoli         

Capogruppo Forza Italia                                                                                                  

Manuela Declich

PDL

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