Russo: «Da Pd triestino crescente fastidio per primarie, assurdo denigrare avversario»

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TriestePrima

Sia ben chiaro: trovo normale e corretto che in una competizione si dichiari pubblicamente chi si intende sostenere. Trovo più difficile comprendere la necessità di denigrare l’altro candidato, per giunta appartenente alla stessa famiglia politica.

Ma soprattutto trovo sorprendente il crescente fastidio verso queste elezioni primarie. Uno strumento sul quale, tutti loro, in tempi non sospetti, avevano manifestato grande apprezzamento. Prendiamo il caso di Ettore Rosato che oggi dice di preferire le “scelte condivise”. Nel 2012, ha appoggiato da subito la richiesta di primarie per la segreteria nazionale avanzata da Matteo Renzi, allora sindaco di Firenze, contro Pierluigi Bersani. Oggi, invece, pare aver cambiato idea. Eppure all’epoca la richiesta di Renzi fu effettivamente una forzatura: non erano previste dal regolamento ma Bersani, giustamente le accettò lo stesso.

Io, però, davvero preferisco non soffermarmi su polemiche e tecnicismi che non appassionano nemmeno un po’ i cittadini: questi ultimi giorni di campagna li voglio dedicare, come ho fatto nelle due settimane precedenti, stando in mezzo ai cittadini, ascoltando e proponendo le mie idee per il futuro di Trieste. Per questo oggi sono andato in visita al Mercato Coperto. A parlare con gli operatori e a raccontargli un pezzo del mio sogno concreto e realizzabile attraverso la città metropolitana.

Perché credo davvero che l’unico modo per vincere le elezioni a giugno sia raccontare a chi poi dovrà darci la fiducia attraverso il voto, come e con quali strumenti saremo in grado di risolvere i problemi che fino ad adesso non hanno trovato risposte.

Fare polemiche interne e autoreferenziali non serve assolutamente a nulla. Anzi. Eppure Ettore Rosato, dall’alto dei suoi 25 anni di professionismo politico, dovrebbe saperlo meglio di me. Ma forse dopo tanti anni a Roma ha un po' perso il contatto con i suoi concittadini. Io ho preferito ascoltare i triestini che chiedevano con forza un cambiamento di programmi e di persone. E mi sono candidato per far tornare Trieste a correre. 

Questo invece il quindicesimo tema della sua campagna per le primarie: il Mercato Coperto.

15 – RIVOLUZIONARE IL MERCATO COPERTO
Oggi sono stato al Mercato Coperto, a parlare con chi ogni giorno, ci lavora. A loro, così come ho fatto con gli oltre 250 cittadini che, con me, sono saliti sui “bus metropolitani”, ho raccontato un pezzo del mio sogno concreto e realizzabile attraverso la città metropolitana.
Chi di voi è stato a Firenze magari avrà avuto l’occasione di entrare al Mercato Centrale. Per chi non ci è mai stato allego una foto. Questo è l’esempio che Trieste deve seguire: un luogo in cui esporre accanto alla frutta e alla verdura anche le migliori eccellenze enogastronomiche che il nostro territorio offre assieme, magari, alle piccole attività artigiane. Senza dimenticare la ristorazione.
Ma io, fin da subito, comincerei con una cosa banale ma necessaria: una grande insegna per segnalare anche ai turisti che si tratta di un mercato. A chi oggi, incontrandomi, mi ha detto: “voi politici venite sempre quando c’è una campagna elettorale e poi sparite” ho risposto che io ho un ruolo istituzionale da tre anni. E, a differenza di altri, tutte le promesse che ho fatto ai cittadini triestini le ho mantenute.

Francesco Russo

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